E dopo diversi anni, finalmente sono riuscito ad andare a visitare quella che dopo Parigi è considerata di più tra le fiere dedicate al Vino. La prima sensazione è che ci si perde. Quasi ogni regione ha un suo padiglione, dove sono esposti stand grandi medi piccoli in relazione all’importanza, anche economica, delle cantine partecipanti. A qualche ora dall’arrivo (9.00 a.m.) avevo già all’attivo una discreta quantità di assaggi. Devo dire che dopo un primo momento di smarrimento dovuto alla quantità innumerevole di stand, mi sono deciso per una metodologia che mi permettesse di non impazzire. Assaggiare lo sconosciuto era improponibile, troppe cantine. Assaggiare le novità delle etichette conosciute invece poteva avere un senso, e così è stato. Certo da qualche cantina a me non nota mi sono lasciato tentare, ma in generale mi sono buttato sulle certezze. Grattamacco, Feudi San Gragorio, Mesa, Ca’ Del Bosco, Gaja, etc.



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